Alla scoperta del parco che verrà
Scritto da Mosquito in Attività, Parco di Cisanello il 15 maggio 2012
sabato 19 maggio 2012
in via Bargagna, accanto alla Pubblica Assistenza
ore 17.00 – passeggiate per conoscere gli animali e le piante del “parco perduto” con Glauco Baldassari dell’Associazione Pisana Scienze Naturali e con i volontari della LIPU
Laboratori nel parco con i più piccoli
ore 18.00
Dewey 780
blues, funky o bossa nova sui testi di Garcìa Lorca, Bukowskì, Rimbaud, Hemingway…
ore 19.30 – Aggiornamenti sulla campagna per il Parco
ore 20.00 – apericena vegan (VEganzo – LI)
ore 21.00
Voices of heaven Gospel Choir
Ciclo di iniziative “Che genere di corpi”
Pisa, 3 maggio – 4 giugno 2012
- Giovedì 3 maggio ore 21.00 presso la Gipsoteca di Arte Antica – “La donna a due dimensioni. Uso, abuso e consumo del corpo femminile in pubblicità” - a cura di ¡Mosquíto!
- Venerdì 11 maggio ore 17.00 presso la Libreria “Tra le righe” (via Corsica, 8 ) – Presentazione del libro “L’invenzione della virilità” con l’autore Sandro Bellassai – a cura di Maschile Plurale (Gruppo Uomini Viareggio)
- Mercoledì 23 maggio ore 11.00 presso la Gipsoteca di Arte Antica – Giornata di studi “Il corpo lesbico? Riflessione performativa sulla moltiplicazione di corpi di donne lesbiche oltre lo stereotipo” - a cura di Arcilesbica Pisa e Omofonie
- Giovedì 24 maggio ore 15.00 presso la Gipsoteca di Arte Antica – Workshop “Regine di bellezza o lolite? Dall’armadio della mamma ai concorsi di bellezza e alla pubblicità” - a cura di Collettivo Le Grif
- Lunedì 4 giugno ore 17.00presso la Gipsoteca di Arte Antica – Workshop “Attivare l’immaginario: la forza delle donne” - a cura di Associazione Centro Donna Evelina de Magistris – Livorno
Inoltre, per tutto il mese di maggio presso la Gipsoteca di Arte Antica – Piazza San Paolo all’Orto n°20 (aperta ogni mercoledì 8.30-13.30 e 14.00-17.00) saranno esposte:
- mostra fotografica “Donne di carta” a cura di ¡Mosquíto! e Imago
- mostra “Aguzziamo la vista” a cura di Gruppo “Il sessismo nei linguaggi”-Casa della Donna Pisa
- concorso fotografico “Sovraesposte” - a cura di ¡Mosquíto! e Imago
Realizzato con un contributo del Comune di Pisa
Scarica la Locandina ciclo “Che genere di Corpi”
Cosa vogliono le donne?
Apprendiamo che dall’11 al 13 maggio 2012 si terrà al Palazzo dei Congressi di Pisa l’evento “Quello che le donne vogliono”.
Ma cosa vogliono le donne?
A giudicare dal volantino che pubblicizza l’iniziativa sembra che i loro desideri ruotino intorno a tre concetti di riferimento: essere belle, essere alla moda, essere delle consumatrici. “L’universo femminile è il tema”, recita il sottotitolo: un cosmo dai confini molto limitati, se si riduce solo a questi tre aspetti.
Se “la vera protagonista è la donna” con “le sue mille meravigliose sfaccettature” non capiamo perchè venga offerta un’unica rappresentazione di femminilità aderente ai canoni sessisti di bellezza e ai modelli occidentali di consumo, che creano quelle gabbie culturali contro le quali ci battiamo quotidianamente.
I desideri delle donne possono essere davvero ridotti alle “coccole” e all’essere riempite di attenzioni per 3 giorni all’anno?
Ci risulta banalmente che le giovani donne desiderino lavoro, welfare, politiche di genere e rispetto per le differenze (migranti, comunità LGBTIQ…), ma anche amore e amicizia senza pregiudizi, riconoscimento delle proprie capacità e possibilità di scegliere cosa e come essere senza doversi adeguare a modelli e aspettative basate su stereotipi sempre meno accettabili e reali; le meno giovani, oltre a tutto questo, auspicano per esempio alla possibilità di andare in pensione e a non vedere continuamente calpestate le conquiste ottenute tramite dure battaglie per i diritti di genere.
Non si discute il fatto che una fiera di aziende relative al campo dell’estetica e della cura del corpo si possa e si debba fare, ci preoccupa la reiterata immagine stereotipata che viene perpetrata a danno delle donne attraverso il messaggio dell’evento. Non dimentichiamo che negli ultimi dieci anni la cura del corpo è anche e sempre più materia maschile, ma questo non è conforme alla rappresentazione dominante del maschio virile “che non deve chiedere mai”, quindi si ritorna ad usare la vecchia immagine della donna bella.
In altre occasioni il Comune e la Provincia di Pisa hanno promosso eventi volti alla costruzione di immaginari molteplici legati al corpo e al ruolo della donna; rispetto a ciò, rileviamo una contraddizione nel patrocinare un evento che ha la presunzione di riassumere l’intero universo femminile e i suoi desideri all’interno di una dimensione stereotipizzante ed esclusivamente estetica.
Chiediamo pertanto una presa di posizione da parte di Comune, Provincia e dei rispettivi Assessorati alle Pari Opportunità che risolva questa ambiguità.
ArciLesbica Pisa, Casa della Donna Pisa, Fratelli dell’Uomo, Collettivo le Grif, ¡Mosquíto!, Gruppo il Sessismo nei linguaggi della Casa della Donna
L’invenzione della virilità
Venerdì 11 Maggio 2012
presso la
Libreria Tra le Righe
Via Corsica 8, Pisa
per il ciclo Che Genere di Corpi
Presentazione del libro
L’INVENZIONE DELLA VIRILITA’
Introduce e coordina:
Gruppo Uomini Viareggio
Partecipa
Vinzia Fiorino
ricercatriche dell’Università di Pisa
Sarà presente l’autore
Sandro Bellassai
La Donna a Due Dimensioni
¡Mosquíto! presenta:
LA DONNA A DUE DIMENSIONI
uso, abuso e consumo del corpo femminile in pubblicità
Proiezione del film breve
“Fuori dall’Ordine”
di Gianna Mazzini
intervengono:
Gianna Mazzini
regista e presidente di Fuori dall’Ordine (FdO)
Bruno Lo Cicero
coordinatore toscano TP
Collegamento con le lavoratrici della Rinascente sulla questione delle spillette “sessiste”
all’interno del ciclo Che Genere di Corpi
SOVRAESPOSTE – La rappresentazione dell’immagine femminile nei media (termine posticipato)
Mosquito in collaborazione con Imago presenta il Concorso Fotografico
SOVRAESPOSTE – La rappresentazione dell’immagine femminile nei media.
Attenzione: Il termine del concorso è stato posticipato al 29 Aprile 2012!
Su un cartellone pubblicitario, in televisione, nel cinema, sui giornali, sulle riviste, nella pornografia, sulle passerelle di moda, sulle pagine web, nelle vetrine dei negozi. Il corpo della donna è quotidianamente violentato, imposto, mercificato. Senza alcuna poesia, viene utilizzato, serializzato e reso un oggetto pronto per il consumo.
Quale è l’impatto sociale di questo bombardamento? Quali stereotipi vengono proposti, e come impattano sulle persone? Questi modelli vengono accettati o rifiutati? Da chi e con quali motivazioni?
Mosquito, in occasione del ciclo di conferenze “Che genere di corpi” che avrà luogo a Pisa nel mese di maggio 2012, lancia un concorso fotografico sul tema della mercificazione del corpo della donna. Nessuna giuria, solo l’espressione critica di un punto di vista attraverso la fotografia.
Le foto verranno esposte in una mostra fotografica nel luogo in cui si svolgeranno le conferenze. Per ragioni di spazio, alcune foto potrebbero non essere stampate. La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a chiunque, con le uniche restrizioni indicate di seguito. Le fotografie verranno pubblicate anche in una galleria on-line.
- Il termine per inviare le foto è il 29 aprile 2012.
- Insieme alle foto deve essere indicato nome e cognome oppure nickname dell’autrice/autore (o delle autrici/degli autori). Se desiderato, può essere indicato l’eventuale gruppo fotografico di appartenenza.
- Se desiderato, può essere indicato il titolo della fotografia e una breve descrizione.
- Le foto devono essere opera di chi partecipa al concorso.
- Le foto devono essere inviate in formato digitale all’indirizzo di posta mosquito@insiberia.net, ad alta risoluzione, in formato TIFF a 300 dpi (la risoluzione dovrebbe essere almeno 2000px sul lato maggiore).
- Insieme con le foto deve essere inviata la scannerizzazione della Liberatoria dell’Autrice/Autore. Il modulo è in Liberatoria autrici/autori.
- Come tutela, l’autrice/autore delle foto può chiedere alle persone ritratte nelle foto la Liberatoria della persona ritratta. Anche questo modulo è in Liberatoria persona ripresa. (non è necessario inviarlo con la foto)
- Le foto devono essere originali, ovvero non devono essere state presentate ad altri concorsi.
- Le foto devono essere rilasciate sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0 Italia (CC BY-SA 3.0). Questa licenza permette la libera riproduzione, diffusione e modifica della fotografia a patto che venga indicata l’appartenenza dell’opera all’autrice/autore e che la foto venga distribuita sotto la stessa licenza.
Scarica il Manifesto del concorso “Sovraesposte”.
post correlati:
italy.indymedia.org – ilcorpodelledonne.net – pisainformaflash.it – pisanotizie.it – reflexlist.com – Il Tirreno – biblioteche.unisa.it
Pranzo Comparato
Domenica 22.04.2012
ore 13.00
al Circolo ARCI CEP – Pisa
Km0 vs Industrial
stessi cuochi, stesse ricette, ingredienti da filiere differenti
Menù
- verdure crude di stagione
- sformato di farro e zucca con fonduta di pecorino toscano su verdure gratinate
- polpette di lenticchie, verdure saltate e olive, purè di carote
- gelato
vino, pane e acqua
per info e prenotazioni:
mosquito@rebeldia.net – sms 339 7341562
un’iniziativa organizzata da:
GASP! – ¡Mosquíto! – In Alto a Sinistra
Acqua Bene Comune: calendario degli sportelli per la Campagna di Obbedienza Civile
Acqua Pubblica – Obbedienza Civile
Per maggiori informazioni
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| Giorno | Ora | Dove |
|---|---|---|
| Lunedi | 16.30-18.30 | Chicco di Senape piazza delle Vettovaglie |
| 17.30-19.00 | Circolo PRC via Nino Pisano – Porta a Mare |
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| 18.00-20.00 | Circolo Balalaika via Montanelli 123 | |
| Martedi | 18.00-20.00 | Comitato Acqua Bene Comune Pisa Via S.Lorenzo 38 |
| 18.00-20.00 | Circolo PRC via Battichiodi | |
| Mercoledi | 9.30-12-30 | Legambiente via San Lorenzo 38 |
| 09.30-13.00 | Circolo E. Berlinguer Prc via Santi Efisio e Potito 13 (San Giusto) | |
| 18.00-20.00 | Circolo PRC via Battichiodi | |
| 18.00-20.00 | Circolo SEL via Pilla | |
| Giovedi | 11.00-13.00 | Unione Inquilini via del Cuore 7 |
| 17.30-19.00 | Circolo PRC via Nino Pisano – Porta a Mare |
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| Venerdi | 17.00-19.00 | Aula M1 Facoltà di Matematica Largo Pontecorvo 5 |
| Sabato | 9.30-12.00 | Circolo PRC via Battichiodi |
| 09.30-13.00 | Circolo E. Berlinguer Prc via Santi Efisio e Potito 13 (San Giusto) | |
| Domenica | 11.30-13.00 | Circolo E. Berlinguer Prc via Santi Efisio e Potito 13 (San Giusto) |
A un anno da Fukushima: oltre il disastro, cambiare rotta.
Polo Fibona
cci – aula B
Via Filippo Buonarroti – PISA
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ore 16.30 – Presentazione di
“Lessons from Fukushima“
a cura di Greenpeace
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ore 17.30 – Dibattito
modera
Alberto Zoratti
Fair
intervengono
Yukari Saito
centro di documentazione Semi sotto la neve
Fukushima, the days after che cosa è cambiato e che cosa no dopo l’11 marzo 2011
Angelo Baracca
docente di Fisica Università di Firenze
L’ineliminabile vocazione militare della tecnologia nucleare
Maurizio Gubbiotti
Legambiente
La prospettiva di un mondo senza il nucleare
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Lettura di poesia di Piero Nissim
Quo vadis Cesio..
R. Kisaka & A. Binard
organizzano:
CRETA, Fair, Centro Gandhi, Greenpeace Pisa, ISDE Pisa, Legambiente Pisa, LIPU Pisa, ¡Mosquíto!, Centro di documentazione Semi sotto la neve
Coca-Cola
Scritto da Mosquito in Articoli, Attività, Dr.Coca Mr.Cola il 29 gennaio 2012
Alzi la mano chi non conosce la Coca-Cola. Forse una risposta negativa è poco probabile, visto che la The Coca-Cola Company è una delle più grosse multinazionali del pianeta che aspira ad essere “parte integrante del contesto sociale e naturale che la circonda” [1]; così tanto integrata che influenza questo contesto, letteralmente ne costruisce degli aspetti. Babbo Natale, per esempio: l’immagine di un rosso e rubicondo nonnetto con una folta barba bianca è il prodotto di una campagna pubblicitaria ad hoc degli anni ’30 [2]. Fosse solo questo, che problema ci sarebbe? E’ una dolce illusione per bambini, lasciamoli sognare un altro po’…
Se però facciamo un po’ più attenzione, il grado di incidenza delle notissime bollicine e delle sue bevande sorelle (pensiamo ad esempio alla Fanta, alla Sprite, ai succhi di frutta Minute Maid, etc. [3]) su questi “contesti” è altissimo: non solo esse dissetano il mondo (nel 2011 si stimano quasi 2 miliardi di consumazioni a marchio The Coca Cola Company [4]) ma scandiscono il tempo della festa ( Natale e Coca-Cola vanno a braccetto [5]) e del gioco (la The Coca Cola Company è dal 1928 sponsor ufficiale dei Giochi Olimpici [6]), sino al semplice stare insieme ( pizza e Coca Cola con gli amici, chi non l’ha mai fatto?). In questo modo, più che di semplici bevande, si potrebbe parlare di uno stile di vita di cui la The Coca-Cola Company e le sue bibite sono uno degli assi portanti; o, all’inverso, di un’azienda e di una serie di merci che aspirano ad accompagnare e ad essere parte integrante di alcuni momenti centrali della nostra esistenza.
C’è dell’altro, comunque: ci troviamo di fronte ad una delle più grandi multinazionali del pianeta, con un giro d’affari altissimo (circa 35 miliardi di dollari [7]), che necessita di un tessuto produttivo ramificato: non ci sono solo i “creativi” del marketing, qui si parla di produrre materialmente delle merci che richiedono, ad esempio, operai adibiti al processo di imbottigliamento. Come si muove l’azienda rispetto a questo problema? La The Coca-Cola Company tendenzialmente produce solo sciroppi e concentrati, che poi vengono venduti a della imprese di imbottigliamento più o meno dipendenti da essa, le quali si occupano del completamento del ciclo produttivo, realizzando e distribuendo il prodotto finito [8].
Questi imbottigliatori sono sparsi un po’ ovunque per i 5 continenti, anche in Paesi socialmente e politicamente molto complessi, come la Colombia; qui, nell’ambito di una guerra a bassa intensità portata avanti dallo Stato con l’appoggio di truppe paramilitari, dal 1996 gli stabilimenti della Panamco, ( proprietà dal 5/2003 della Coca-Cola FEMSA, la principale azienda di imbottigliamento dell’America Latina che, a sua volta, è detenuta per il 30,6% dalla The Coca-Cola Company [9]) sono stati teatro di una intensa repressione antisindacale operata dai paramilitari contro esponenti del Sindacato Nazionale dei Lavoratori dell’Industria Alimentare (SINALTRAINAL) e i loro familiari [10]. Inoltre, secondo la denuncia presentata dallo stesso sindacato alla Corte Federale degli Stati Uniti d’America nel marzo 2001, negli stabilimenti della Bebidas y Alimentos di Urabà (impresa imbottigliatrice indipendente che, come tante altre, ha stipulato con la multinazionale di Atlanta un Bottle Agreement che determina le condizioni di manifattura e vendita dei prodotti finiti [11], vincolando strettamente una serie di fattori che vanno dalla qualità del prodotto alle relazioni sindacali [12]) dall’anno 1992 al 2001 è stata messa in atto una massiccia strategia antisindacale che è arrivata all’omicidio di alcuni esponenti del SINALTRAINAL stesso [13].
Nel complesso, stando alle accuse rivolte dal sindacato colombiano alla The Coca-Cola Company, dal 1990 al 2008 negli stabilimenti di imbottigliamento legati alla multinazionale sono stati uccisi 12 leaders sindacali e un manager filosindacale, a cui vanno aggiunte le ripetute violenze e intimidazioni nei confronti degli iscritti al sindacato e delle loro famiglie [14]; esaurite senza successo le vie legali in Colombia, nel Luglio 2003 il SINALTRAINAL ha lanciato una campagna mondiale di boicottaggio sui prodotti della The Coca-Cola Company [15] che, in Italia, ha dato impulso alla nascita dalla RE.BO.C (Rete Boicottaggio Coca-Cola)[16]. A tutt’oggi, la spirale di violenza contro i sindacalisti colombiani e i loro familiari non si è ancora fermata [17].
Sempre per rimanere in tema di esigenze produttive, si nota facilmente che, per produrre una lattina di Coca-Cola, è richiesta una certa quantità d’acqua; la soluzione più comoda a tale necessità è quella di appoggiarsi alle risorse idriche del luogo in cui è impiantato lo stabilimento di produzione: una mossa assolutamente non neutra, che può avere delle pesanti ricadute sul territorio.
Solo per fare un esempio, nella regione del Kerala, in India, il prelievo continuo dell’acqua dal 1998 ha provocato un progressivo prosciugamento delle falde acquifere, a cui si è accompagnato l’inquinamento delle stesse dovuto al lavaggio delle bottiglie, con danni pesantissimi per l’agricoltura e per i contadini del luogo. Davanti a questo stato di cose, nel 2002 un movimento popolare appoggiato dalle istituzioni locali ha cominciato una campagna di protesta nonviolenta che è riuscita ad ottenere nel 2003 un’importante vittoria: di fronte all’Alta Corte del Kerala è stato riconosciuto alla comunità locale il diritto di controllare il processo di sfruttamento dell’acqua messo in atto dallo stabilimento Coca-Cola del luogo; più recentemente, una commissione d’inchiesta voluta dal governo del Kerala è giunta alla conclusione che la The Coca-Cola Company deve risarcire allo stato indiano circa 352 milioni di euro per danni ambientali e alla salute [18].
Queste poche righe sono solo uno spunto da inquadrare all’interno di una riflessione più generale sul consumo e sul ruolo che questo ha nel mondo contemporaneo. Consapevoli del fatto che consumare non è qualcosa di neutro, ma un atto profondamente politico sul quale si impernia la nostra società[19], come ¡Mosquito! abbiamo sviluppato una serie di percorsi di sensibilizzazione alla questione Coca-Cola, per informare e fornire alcuni strumenti critici sull’argomento e per appoggiare concretamente la campagna di boicottaggio dei prodotti della The Coca-Cola Company lanciata dal SINALTRAINAL qui in Italia.
Il 2006 è l’anno delle Olimpiadi Invernali di Torino, e la Coca-Cola è uno degli sponsor principali; nel dicembre 2005, approfittando del passaggio del tedoforo e della fiaccola olimpica quale momento di maggior visibilità per il rilancio della campagna di boicottaggio, un insieme di realtà politiche pisane (fra cui anche i futuri membri di ¡Mosquito!) ha dato luogo ad un momento di contestazione nei confronti della multinazionale di Atlanta. Un’iniziativa che si inserisce all’interno di una serie si azioni organizzate in tutta Italia [20] per denunciare il ruolo della The Coca-Cola Company rispetto alla situazione colombiana, e la più generale operazione di greenwashing che essa mette in atto per apparire sensibile e attenta ai problemi del pianeta e delle persone, quando invece è da considerare parte e causa di tali problemi, piuttosto che una soluzione.
Dopo la contestazione abbiamo aderito come ¡Mosquito! alla rete RE.BO.C e dato vita a 2 momenti di discussione (giugno e ottobre 2006), entrambi intitolati “Dr.Coca e Mr.Cola – dall’immagine allo sfruttamento”, volti ad analizzare il fenomeno Coca-Cola da più punti di vista: partendo dal concetto di brand quale elemento ormai indispensabile nella dimensione pubblica e “visibile” di una grossa multinazionale, si è cercato di scavare più a fondo, alla ricerca dei significati simbolici associati ad esso, per valutarne le influenze sui nostri stili di vita; a ciò sono seguite delle riflessioni su ciò che c’è dietro l’immagine creata dalla marca: una dimensione concreta fatta di sfruttamento e violenza sull’ambiente e sull’uomo (India e Colombia sono solo due esempi).
Qui e qui si trovano i materiali che abbiamo prodotto per cercare di illustrare i due volti della multinazionale di Atlanta, il modo “pulito” con cui si rivolge ai consumatori e quello con cui si pone rispetto ai lavoratori e ai territori nei quali produce…usateli pure liberamente e diffondeteli!
Altre iniziative a breve…
[1] http://www.coca-colaitalia.it/engagements.aspx
[2] Cfr. http://www.coca-colaitalia.it/advstory.aspx
[3] In Italia la The Coca-Cola Company è presente coi seguenti marchi: Aquarius, Beverly,
BonAqua, Burn, Cappy, Coca-Cola, Fanta, Illy, Kinley, Lilia Emotion, Nestea, Sprite, Powerade,
Minue Maid, Felicia, Lilia, Solaria, Sveva, Toka, Vivien cfr. Centro Nuovo Modello di Sviluppo,
Guida al Consumo Critico, EMI 2008, p. 267
[4] Cfr. http://www.coca-colaitalia.it/history.aspx
[5] Cfr. http://www.thecoca-colacompany.com/dynamic/press_center/All-
Entries/66961/press_kit_video.html
[6] Cfr. http://www.coca-colaitalia.it/activelifestyles.aspx
[7] Cfr. http://www.impreseallasbarra.org/index.php/Coca-Cola
[8] Cfr. Rapporto Annuale Coca-Cola 2010, p. 3 http://www.thecoca-colacompany.com/investors/form_10K_2010.html
[9] Cfr. http://www.coca-colafemsa.com/femsa/web/conteudo_en.asp?conta=44&id=73210&tipo=27616&idioma=1 e http://www.coca-colafemsa.com/kof/ABOUT/ENG/indexabout_eng.htm
[10] Cfr. RE.BO.C, Dossier Colombia, p. 32
(http://www.tmcrew.org/killamulti/cocacola/dossier.html) e http://www.laborrights.org/end-
violence-against-trade-unions/colombia/news/11391
[11] Cfr. Rapporto Annuale Coca-Cola 2010, pp. 9-10
[12] Cfr. OPPIDUM, Rapporto Indipendente sulla The Coca-Cola Company, p. 35
(http://www.tmcrew.org/killamulti/cocacola/COCACOLA_scheda.pdf)
[13] Cfr. RE.BO.C, cit., pp. 22-29
[14] Cfr. Centro Nuovo Modello di Sviluppo, cit., p. 271 e, in generale
http://www.sinaltrainal.org/index.php?option=com_content&task=category§ionid=4&id=13&Itemid=34
[15] Campagna che continua tutt’ora, cfr. http://www.sinaltrainal.org
[16] cfr. http://www.tmcrew.org/killamulti/cocacola/iniziative/nodi/NODI%20LOCALI.pdf
[17] http://www.sinaltrainal.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1806&Itemid=1
[18] Cfr. OPPIDUM, cit., pp. 36-38, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, cit., pp. 269-270 e
http://www.ilmanifesto.it/attualita/terra-terra/manip2pz/4ba8fe332fe6f/manip2r1/coca%20cola/
[19] Cfr. Jean Baudrillard, La società dei consumi, Il Mulino 2008, p. 83 e Centro Nuovo Modello
di Sviluppo cit., p. 11.
[20] http://it.wikipedia.org/wiki/Fiamma_olimpica_dei_XX_Giochi_olimpici_invernali#Contestazioni




