Articoli con tag anticonsumismo

T.R.A. il Cinema e la Crisi

T.R.A. il Cinema e la Crisi¡Mosquíto! e Kronstadt vi invitano al ciclo di film documentari

T.R.A. il Cinema e la Crisi

al Teatro Rossi Aperto in via del Collegio Ricci 1 (angolo p.zza Carrara)
dalle ore 21.00

13 GENNAIO – Enron (USA 2005)

Tratto dal bestseller ‘The Smartest Guys in the Room’, scritto dai giornalisti di ‘Fortune’ Bethany McLean e Peter Elkind e basato su testimonianze incendiarie e registrazioni audio e video. Uno dei peggiori scandali finanziari di tutti i tempi, quello che ha coinvolto alcuni dei maggiori dirigenti di una delle più grandi società degli Stati Uniti che sono stati accusati di aver rubato più di un miliardo di dollari mentre investitori e impiegati hanno perso tutto.
Vedi anche: http://www.teatrorossiaperto.it/crisi-enron/

20 GENNAIO – The Take (Canada 2004)

The Take è un documentario canadese diretto dal giornalista Avi Lewis e dalla scrittrice Naomi Klein, autrice del bestseller internazionale No Logo. Il documentario racconta un aspetto poco noto della vita sociale argentina dopo lo sfascio economico del 2001 seguito alle politiche liberiste di Carlos Menem: l’occupazione di alcune fabbriche da parte degli operai, che, dopo averle rimesse in funzione, le gestiscono.
Vedi anche: http://www.teatrorossiaperto.it/the-take/

3 FEBBRAIO – Il Gioiellino (Italia 2011)

Il gioiellino è un film del 2011 scritto e diretto da Andrea Molaioli, con Toni Servillo, Remo Girone e Sarah Felberbaum. Ripercorre le vicende del crac Parmalat, l’azienda agroalimentare di Collecchio ramificata nei cinque continenti, quotata in borsa, in continua espansione verso nuovi mercati e alla ricerca di grandi profitti, troppo grandi per non contrarre debiti insostenibili…
Vedi anche: http://www.teatrorossiaperto.it/il-gioiellino/

10 FEBBRAIO – Too Big to Fail (USA 2011)

Too Big to Fail – Il crollo dei giganti è un film per la televisione diretto da Curtis Hanson, basato sul best-seller “Il crollo – Too Big to Fail” di Andrew Ross Sorkin, giornalista ed economista del New York Times.

21 FEBBRAIO – The Corporation (Canada 2003)
Aula Magna di Scienze Politiche – via Serafini 3

The Corporation è un documentario canadese, diretto da Mark Achbar e Jennifer Abbott e tratto dall’omonimo libro di Joel Bakan. Il documentario analizza il potere che hanno le multinazionali (quelle che in America vengono chiamate corporations) nell’economia mondiale, dei loro profitti e dei danni che creano.

28 FEBBRAIO – Debtocracy (Grecia 2011)
Palazzo Ricci – via Collegio Ricci 10

Debtocracy è un film-documentario di Katerina Kitidi e Aris Hatzistefanou. Si concentra principalmente su due punti: le cause della crisi del debito greco nel 2010 e le possibili soluzioni future per risolvere il problema, ricette che non sono attualmente all’esame del governo del paese.

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Campagna Obbedienza Civile – Faccia a Faccia

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Cosa vogliono le donne?

Apprendiamo che dall’11 al 13 maggio 2012 si terrà al Palazzo dei Congressi di Pisa l’evento “Quello che le donne vogliono”.

Ma cosa vogliono le donne?

A giudicare dal volantino che pubblicizza l’iniziativa sembra che i loro desideri ruotino intorno a tre concetti di riferimento: essere belle, essere alla moda, essere delle consumatrici. “L’universo femminile è il tema”, recita il sottotitolo: un cosmo dai confini molto limitati, se si riduce solo a questi tre aspetti.

Se “la vera protagonista è la donna” con “le sue mille meravigliose sfaccettature” non capiamo perchè venga offerta un’unica rappresentazione di femminilità aderente ai canoni sessisti di bellezza e ai modelli occidentali di consumo, che creano quelle gabbie culturali contro le quali ci battiamo quotidianamente.

I desideri delle donne possono essere davvero ridotti alle “coccole” e all’essere riempite di attenzioni per 3 giorni all’anno?
Ci risulta banalmente che le giovani donne desiderino lavoro, welfare, politiche di genere e rispetto per le differenze (migranti, comunità LGBTIQ…), ma anche amore e amicizia senza pregiudizi, riconoscimento delle proprie capacità e possibilità di scegliere cosa e come essere senza doversi adeguare a modelli e aspettative basate su stereotipi sempre meno accettabili e reali; le meno giovani, oltre a tutto questo, auspicano per esempio alla possibilità di andare in pensione e a non vedere continuamente calpestate le conquiste ottenute tramite dure battaglie per i diritti di genere.

Non si discute il fatto che una fiera di aziende relative al campo dell’estetica e della cura del corpo si possa e si debba fare, ci preoccupa la reiterata immagine stereotipata che viene perpetrata a danno delle donne attraverso il messaggio dell’evento. Non dimentichiamo che negli ultimi dieci anni la cura del corpo è anche e sempre più materia maschile, ma questo non è conforme alla rappresentazione dominante del maschio virile “che non deve chiedere mai”, quindi si ritorna ad usare la vecchia immagine della donna bella.

In altre occasioni il Comune e la Provincia di Pisa hanno promosso eventi volti alla costruzione di immaginari molteplici legati al corpo e al ruolo della donna; rispetto a ciò, rileviamo una contraddizione nel patrocinare un evento che ha la presunzione di riassumere l’intero universo femminile e i suoi desideri all’interno di una dimensione stereotipizzante ed esclusivamente estetica.

Chiediamo pertanto una presa di posizione da parte di Comune, Provincia e dei rispettivi Assessorati alle Pari Opportunità che risolva questa ambiguità.

ArciLesbica Pisa, Casa della Donna Pisa, Fratelli dell’Uomo, Collettivo le Grif, ¡Mosquíto!, Gruppo il Sessismo nei linguaggi della Casa della Donna

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La Donna a Due Dimensioni

La Donna a Due Dimensioni¡Mosquíto! presenta:

LA DONNA A DUE DIMENSIONI
uso, abuso e consumo del corpo femminile in pubblicità

Proiezione del film breve

“Fuori dall’Ordine”

di Gianna Mazzini

intervengono:

Gianna Mazzini
regista e presidente di Fuori dall’Ordine (FdO)

Bruno Lo Cicero
coordinatore toscano TP

Collegamento con le lavoratrici della Rinascente sulla questione delle spillette “sessiste” 

all’interno del ciclo Che Genere di Corpi

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SOVRAESPOSTE – La rappresentazione dell’immagine femminile nei media (termine posticipato)

Mosquito in collaborazione con Imago presenta il Concorso Fotografico

SOVRAESPOSTE – La rappresentazione dell’immagine femminile nei media.

Attenzione: Il termine del concorso è stato posticipato al 29 Aprile 2012!

Su un cartellone pubblicitario, in televisione, nel cinema, sui giornali, sulle riviste, nella pornografia, sulle passerelle di moda, sulle pagine web, nelle vetrine dei negozi. Il corpo della donna è quotidianamente violentato, imposto, mercificato. Senza alcuna poesia, viene utilizzato, serializzato e reso un oggetto pronto per il consumo.

Quale è l’impatto sociale di questo bombardamento? Quali stereotipi vengono proposti, e come impattano sulle persone? Questi modelli vengono accettati o rifiutati? Da chi e con quali motivazioni?

Mosquito, in occasione del ciclo di conferenze “Che genere di corpi” che avrà luogo a Pisa nel mese di maggio 2012, lancia un concorso fotografico sul tema della mercificazione del corpo della donna. Nessuna giuria, solo l’espressione critica di un punto di vista attraverso la fotografia.

Le foto verranno esposte in una mostra fotografica nel luogo in cui si svolgeranno le conferenze. Per ragioni di spazio, alcune foto potrebbero non essere stampate. La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a chiunque, con le uniche restrizioni indicate di seguito. Le fotografie verranno pubblicate anche in una galleria on-line.

  • Il termine per inviare le foto è il 29 aprile 2012.
  • Insieme alle foto deve essere indicato nome e cognome oppure nickname dell’autrice/autore (o delle autrici/degli autori). Se desiderato, può essere indicato l’eventuale gruppo fotografico di appartenenza.
  • Se desiderato, può essere indicato il titolo della fotografia e una breve descrizione.
  • Le foto devono essere opera di chi partecipa al concorso.
  • Le foto devono essere inviate in formato digitale all’indirizzo di posta mosquito@insiberia.net, ad alta risoluzione, in formato TIFF a 300 dpi (la risoluzione dovrebbe essere almeno 2000px sul lato maggiore).
  • Insieme con le foto deve essere inviata la scannerizzazione della Liberatoria dell’Autrice/Autore. Il modulo è in Liberatoria autrici/autori.
  • Come tutela, l’autrice/autore delle foto può chiedere alle persone ritratte nelle foto la Liberatoria della persona ritratta. Anche questo modulo è in Liberatoria persona ripresa. (non è necessario inviarlo con la foto)
  • Le foto devono essere originali, ovvero non devono essere state presentate ad altri concorsi.
  • Le foto devono essere rilasciate sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0 Italia (CC BY-SA 3.0). Questa licenza permette la libera riproduzione, diffusione e modifica della fotografia a patto che venga indicata l’appartenenza dell’opera all’autrice/autore e che la foto venga distribuita sotto la stessa licenza.

Scarica il Manifesto del concorso “Sovraesposte”.

post correlati:
italy.indymedia.orgilcorpodelledonne.netpisainformaflash.itpisanotizie.itreflexlist.comIl Tirrenobiblioteche.unisa.it

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Pranzo Comparato

Domenica 22.04.2012
ore 13.00
al Circolo ARCI CEP – Pisa

Km0 vs Industrial
stessi cuochi, stesse ricette, ingredienti da filiere differenti

Menù

  • verdure crude di stagione
  • sformato di farro e zucca con fonduta di pecorino toscano su verdure gratinate
  • polpette di lenticchie, verdure saltate e olive, purè di carote
  • gelato

vino, pane e acqua

per info e prenotazioni:
mosquito@rebeldia.net – sms 339 7341562

un’iniziativa organizzata da:
GASP!¡Mosquíto!In Alto a Sinistra

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Boicotta OMSA!

Comunicato stampa del Comitato 30 Novembre

Boicotta OmsaOMSA (della multinazionale Golden Lady) delocalizza in Serbia e licenzia 350 lavoratori di cui 320 donne!
BOICOTTA OMSA E TUTTI I MARCHI DELLA GOLDEN LADY!!!

Tra meno di 2 mesi, il 12 marzo, il calzificio Omsa di Faenza (del gruppo Golden Lady, proprietario anche dei marchi Sisì, Philippe Martignon, Filodoro, Hue, Arwa) chiuderà lasciando a casa 350 lavoratori, di cui 320 donne. Le calze del noto marchio saranno prodotte in Serbia, dove la Golden Lady ha già due fabbriche e dove le buste paga sono molto più basse che in Italia. In più lo stato serbo aggiunge sgravi fiscali tra i 5.000 e i 10.000€ annui per ogni posto di lavoro creato.

Per Omsa e Golden Lady non esiste nessun rischio fallimento: si tratta di una delocalizzazione della produzione – in Italia cassa integrazione e licenziamenti, in Serbia l’aumento da 1500 a 1900 dipendenti – che nulla ha a che vedere con la crisi, ma che serve ad aumentare i profitti dell’azienda.

I nomi di alcuni dei licenziati dalla OMSA attaccati alla vetrina del punto vendita

I nomi di alcuni dei licenziati dalla OMSA attaccati alla vetrina del punto vendita

Il caso OMSA dimostra che è la ricerca del massimo profitto, senza alcun limite, che produce disoccupazione e precarietà. Ma dalla crisi non si esce riducendo salari e diritti e mettendo in competizione i lavoratori italiani con quelli di altri stati dove i salari sono più bassi. Distruggere lo Stato Sociale, rendere precari milioni di lavoratori, concentrare la ricchezza in poche mani, permettere le delocalizzazioni e lasciare mano libera alla finanza non farà che aggravare la situazione: sono le stesse scelte economiche che ci hanno portato alla crisi.

E’ ormai chiaro che la “crisi” è usata a pretesto per favorire i guadagni di multinazionali, banche e finanza, mentre si impongono sacrifici a lavoratori, pensionati e giovani. Tutto questo in nome della “solidarietà” nazionale e attraverso il Governo Monti, appoggiato da tutte le principali forze politiche presenti in parlamento.

Il presidio di boicottaggio contro la OMSA organizzato dal Coordinamento 30 Novembre

Il presidio di boicottaggio contro la OMSA organizzato dal Coordinamento 30 Novembre

Esiste una alternativa percorribile per uscire dal questa crisi permanente: ridistribuire la ricchezza verso chi negli ultimi decenni si è impoverito, investire in uno Stato Sociale di qualità, nell’istruzione e nella ricerca pubblica, ripensare ad uno sviluppo che sappia rispettare l’ambiente e che crei occupazione stabile e non più precaria. Le risorse ci sono: sono in tasca al 10% della popolazione che possiede il 49% di tutte le ricchezze del paese!

In solidarietà alle lavoratrici OMSA di Faenza e per difendere i diritti di chi lavora,
fai sentire con un gesto concreto la tua voce contro chi punta solo ad aumentare
i propri profitti licenziando e delocalizzando le produzioni all’estero:

NON COMPRARE PRODOTTI
Omsa – Golden Lady – Sisì – Philippe Martignon – Filodoro – Hue – Arwa

Coordinamento 30 novembre
coordinamento30nov[at]ahoo.it

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¡Mosquíto!

e pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara in una stanza chiusaSe pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara in una stanza chiusa.

¡Mosquíto! è un gruppo di persone a cui “ronza” nella testa l’idea che dietro a gesti quotidiani apparentemente banali, come comprare e consumare, si nascondano problemi di portata planetaria di natura sociale, politica e ambientale.

Per noi, il consumatore non dovrebbe essere soltanto un soggetto passivo del mercato, ma una figura critica, attiva ed essenziale nel processo di costruzione della giustizia e della dignità per tutti.

È nell’ottica di questo obiettivo che ¡Mosquito! partecipa al Progetto Rebeldía per realizzare materiale informativo, organizzare seminari ed altre occasioni di discussione e confronto.

Se vuoi informazioni o, meglio, sei interessato a partecipare alle attività del gruppo, scrivi a: mosquito@insiberia.net
o iscriviti alla mailing list

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Vivi la Colombia

Cartolina Vivi la Colombia con Coca-Cola

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Dr.Coca & Mr.Cola

dr Coca mr ColaIn occasione delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, il tedoforo avrebbe percorso con la fiaccola le vie di Pisa. A noi, un gruppo di persone provenienti da realtà eterogenee, contrariava il fatto che questa manifestazione, storicamente simbolo di incontro, solidarietà e uguaglianza tra individui e popoli, fosse sponsorizzata da multinazionali come Coca Cola, che sistematicamente ledono i diritti fondamentali dell’uomo e senza alcun rispetto per l’ambiente. Abbiamo per questo deciso di organizzare un’azione di controinformazione nel tentativo di orientare l’attenzione dei presenti sul lato oscuro del marchio.

Da questo evento è emersa l’esigenza di intraprendere un percorso di riflessione e autoformazione sul significato del modello economico neoliberista che, creando una forte distanza, non solo a livello prettamente geografico, tra produttori e consumatori, pone le basi sia per lo sfruttamento dei primi sia dell’atteggiamento acritico e passivo dei secondi.

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